Caporalato, ingiusto criminalizzare un intero settore

“Dire che l’agricoltura sia in mano ai caporali ci sembra eccessivo e poco rispettoso di un settore agricolo che vanta molte aziende virtuose e che negli ultimi anni ha aumentato sensibilmente i livelli di occupazione”.

Renato Bastasin, direttore di Confagricoltura Treviso, risponde ai toni forti della Flai Cgil, che ha puntato il dito contro gli agricoltori e le cooperative che lucrerebbero sulla pelle dei lavoratori. “Come associazione stiamo monitorando da tempo il fenomeno del caporalato, così come quello delle cooperative, che sempre più spesso forniscono lavoro rispondendo alla grande richiesta di manodopera. Un fenomeno causato anche dalla carenza di braccianti, dato che il decreto flussi ministeriale quest’anno ne ha assegnati alla Marca solo 40, quando il fabbisogno sarebbe stato di almeno 150. Stiamo cercando da tempo di riavere le quote che ci sono state sottratte, proprio per contrastare forme illegali di somministrazione di manodopera. Tuttavia screditare un intero settore è ingiusto, perché ci sono tante aziende virtuose che stanno lavorando correttamente, nel rispetto dei rapporti di lavoro e delle norme sulla sicurezza. E che ci siano molte aziende agricole in regola lo dicono i numeri, in aumento sulle assunzioni a tempo determinato e indeterminato dei lavoratori”.

Secondo Confagricoltura è poco opportuno che, quando si parla di caporalato e cattive pratiche, si faccia spesso riferimento a quello che è un territorio fondamentale e importante per l’economia della provincia di Treviso, qual è quello del Conegliano -Valdobbiadene, recentemente riconosciuto patrimonio dell’Unesco: “Così facendo – osserva Bastasin -, ci sembra che si voglia fare del puro e semplice sensazionalismo, chiamando in causa un territorio che fa notizia, piuttosto che voler affrontare una questione emergenziale ed estremamente delicata, che richiede approfondimenti puntuali e azioni coese. C’è ancora molto lavoro da fare per contrastare il caporalato, ma deve essere fatto in un clima di massima collaborazione tra i sindacati datoriali e dei lavoratori, come avviene in sede dell’ente bilaterale per l’agricoltura trevigiana Fini-Ebat, che riunisce tutte le sigle sindacali e sta mettendo in atto molte iniziative per far fronte al cambiamento del mercato del lavoro”.

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