Villa Emo guarda all’attualità del nostro tempo ospitando un evento eccezionale, dal forte contenuto
artistico, simbolico ed etico. Un’esposizione che unisce arte, fotografia e scrittura per comprendere
l’Iraq di oggi, tormentato da 15 anni di guerra e sospeso in un Medio Oriente sempre più
frammentato.
Dal 18 maggio al 3 giugno, nelle sale della villa, capolavoro di Andrea Palladio, saranno esposti alcuni
dipinti dell’artista iracheno Matti al Kanun, e il reportage di Emanuele Confortin, giornalista di
Castelfranco Veneto che ha documentato la fine della Battaglia di Mosul, e il ritorno alla normalità
di centinaia di migliaia di sfollati interni.
L’esposizione è centra sulla figura di Al Kanun, pittore cristiano siriaco le cui opere sono state
squarciate dai pugnali dei jihadisti dell’Isis. È lui la figura cardine di Back to Life in Iraq, realizzato
da Confortin da marzo 2017 a gennaio 2018 tra Erbil, Bartella, Mosul e Duhok, nel nord dell’Iraq.
Matti Al Kanun è un uomo mite di 75 anni, lontano dai palcoscenici, abituato a rappresentare nei suoi
dipinti soggetti di varia natura, spesso ispirati al Rinascimento italiano, inclusi temi a sfondo religioso
nei quali si riflette la sua identità cristiana. La furia iconoclasta dei jihadisti lo ha costretto a fuggire
dalla sua casa a Bartella, cittadina abitata in maggioranza da cristiani e da shabak sciiti, situata 20
chilometri a est di Mosul. Dopo la conquista nel 2014 e l’inclusione nel Califfato di Abu Bakr al
Baghdadi, Bartella è stata saccheggiata e le opere di Al Kanun deturpate con dei pugnali. Ecco che
l’artista siriaco decide di ripararle, trasformando il suo gesto in un importante atto di resilienza e di
rinascita dalle ceneri di uno dei conflitti più cruenti dell’era moderna.
L’esposizione nelle sale di Villa Emo è stata possibile grazie all’ospitalità di Fondazione Villa Emo e
all’impegno di Dotto Trains di Castelfranco Veneto, che hanno contribuito alla divulgazione del
progetto realizzato da Emanuele Confortin, in collaborazione con il Center for the Humanities and
Social Change dell’Università Ca’Foscari, un centro di ricerca interdisciplinare che valorizza il ruolo
della cultura umanistica nell’affrontare i grandi temi della globalizzazione e del pluralismo culturale. La
mostra si pregia inoltre dei patrocini concessi dall’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr),
da Amnesty International, da Focsiv e dal Comune di Vedelago.
Back to Life in Iraq vuole essere molto più di un fatto artistico. Accanto alle opere restaurate, vi
saranno infatti le fotografie e i testi realizzati da Confortin in Iraq, al seguito della famiglia Al Kanun.
Ci viene così consegnata una storia eccezionale e al tempo stesso emblematica di un paese antico e
multiculturale oggi devastato e diviso. I tanti risvolti di questa storia saranno esplorati nelle tre sale in
cui si sviluppa l’esposizione, e ulteriormente delineati da Emanuele Confortin durante l’inaugurazione
di venerdì 18 maggio alle 20,45. Solo per la serata inaugurale sarà proiettato il documentario
Back to Life in Iraq, realizzato in collaborazione con Daniele Costa (responsabile post-produzione),
Marco Furlanetto e Mauro Martinuz (missaggio e montaggio audio), e con la voce narrante dell’attrice
Ottavia Piccolo.
Apertura mostra, dal 18 maggio al 3 giugno – tutti i giorni dalle 10 alle 18, ingresso gratuito
Inaugurazione venerdì 18 maggio ore 20,45