AL VIA IL 35°ANNO ACCADEMICO DI SID: 279 ISCRITTI (+ 7% A QUOTA 107 LE MATRICOLE)

Scuola Italiana Design apre il suo 35esimo Anno Accademico, quello 2025-26, con i numeri per confermarsi, anche nel prossimo futuro, una vera e propria piattaforma di scambio tra giovani e imprese, tra innovazione e competenze. Un punto di riferimento imprescindibile dell’innovazione territoriale di prodotto e di processo a cui le imprese del territorio (e non solo) attingono a piene mani per accaparrarsi risorse umane di qualità ma anche per avere nuove idee e per scoprire nuovi percorsi di sviluppo.

La divisione education del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo Visionary District ha visto nel giugno di quest’anno 81 diplomati mentre si conferma anche per questo anno accademico la nuova sezione D. Non solo: dopo aver conseguito dal Mur (Ministero dell’Università) il riconoscimento di istituto Afam (le accademie private di Alta Formazione Artistica e Musicale riconosciute dal ministero dell’Università e della Ricerca) che ne parifica il diploma ad una laurea triennale, i ragazzi che concluderanno con successo questo accademico 2025-26, potranno quindi giovarsi del nuovo titolo di studio.

Un vantaggio ulteriore per giovani professionisti formati in un istituto di eccellenza che garantisce, già ora ai propri studenti un tasso di occupazione nello stesso settore di attività che ad un anno dal diploma superava, fino all’Anno Accademico appena concluso, mediamente l’85% con punte addirittura superiori al 92% nel caso della sezione 3A.

Bene la crescita dei nuovi iscritti +7% sull’anno scorso a quota 107. Solo poco meno della metà (50 su 107) di questi vengono dalla Provincia di Padova, 46 arrivano dalle altre provincie del Veneto (principalmente Venezia Vicenza e Treviso) mentre 11 arrivano da fuori Regione: 4 da Pordenone, 2 da Modena, 1 da Catania, 1 da Torino, 1 da Gorizia, 1 da Ferrara e 1 da Ravenna.

Numeri questi che confermano l’attrattività del percorso di formazione proposto da Sid nell’arco dei suoi 35 anni di attività.

Nei suoi 34 anni di storia, i quasi 2.100 diplomati di Scuola Italiana Design si sono confrontati con le esigenze, hanno proposto idee, concept e prodotti, a più di 500 imprese coinvolte in partnership destinate a percorsi di innovazione. In quest’arco temporale sono state quasi 90 le società e gli studi professionali fondati dai diplomati, molte delle quali ora sono un punto di riferimento per il settore sul territorio nazionale.

A partecipare alla grande festa di avvio del 35esimo Anno Accademico di SID in qualità di speaker di eccellenza Odo Fioravanti con il suo intervento dal titolo “Spostare il pensiero con gli oggetti”.

Designer industriale dal 1998, i lavori di Odo hanno fatto parte di diverse esposizioni internazionali, culminate nel 2010 con una mostra personale dal titolo “Industrious Design” presso il Design Museum della Triennale di Milano.

Con Pedrali ha vinto: Nel 2008 il primo premio Young&Design con la sedia monoscocca in polipropilene Snow; nel 2011 il Premio Compasso d’Oro ADI con la sedia in legno curvato Frida; nel 2018 il German Design Award con la sedia monoscocca in polipropilene Dome. Svolge l’attività di pubblicista per riviste del settore design cercando di esplorare le nuove frontiere del progetto come disciplina.

Nel 2006 ha fondato l’Odo Fioravanti Design Studio che ha sviluppato progetti per diverse aziende. Tra esse Abet Laminati, Ballarini, Casamania, COOP, Desalto, Flou, Fontana Arte, Foscarini, Land Rover, Normann Copenhagen, Olivetti, Palomar, Pedrali, Pircher, Steelcase, Toshiba, Vibram, Victorinox.

«La complessità del tempo in cui viviamo» spiega il direttore del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo Visionary District Emiliano Fabris. «deve essere governata da attori della creatività che pongano al centro del proprio approccio il senso di responsabilità. Le esternalità che l’uomo genera sono fattori di disequilibrio e non solo ambientale ma anche sociale ed economico. I designer che formiamo saranno business shapers domani, donne e uomini che con senso di responsabilità affronteranno sfide mai affrontate dall’umanità. Tutto parte qui, ora, nel processo di formazione che noi governiamo».

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