ULTRABERICUS TRAIL 2018: ECCO I (TANTI) TOP

Meno di 3 giorni al via di Ultrabericus Trail numero otto e tutto è pronto per svelare, come di consueto, i nomi dei top runners che ritroveremo sabato sul parterre di Piazza dei Signori a Vicenza. In oltre 1.700 sono attesi in questi giorni al ritiro pettorali per poi presentarsi allo start alle 10.00 per la gara Integrale e la staffetta Twin Lui&Lei, e alle 11.00 per la seconda edizione del tracciato Urban.

Se già la gara, che da otto anni inaugura la stagione primaverile del trail, è meta prediletta di tanti atleti in arrivo da ogni angolo d’Italia e non solo, la posta in gioco si alza quest’anno con l’aggiudicazione di quattro convocazioni azzurre per il mondiale trail di maggio, come confermato nei giorni scrosi da F.I.D.A.L. Vediamo dunque i nomi di maggior peso che si daranno battaglia sui Colli Berici.

Integrale Femminile

Per dovere di cavalleria apriamo con la competizione in rosa dove gareggerà la campionessa italiana in carica, Lidia Mongelli. Volto nuovo del trail, proveniente dall’atletica leggera, può già contare sulla convocazione in nazionale conquistata assieme al titolo al Trail Campo dei Fiori di Gavirate (VA) ed è reduce dalla bella vittoria sui 70 km della Ronda Ghibellina Plus. Se la vedrà con la padovana, Lisa Borzani, conquistatrice nel 2017 dell’estenuante Tor de Geants (330 km), dei 170 km dell’Andorra Ultra Trail e dei 140 km dell’Orobie Ultra Trail, chiudendo 24^ assoluta al mondiale 2017. La Borzani non è nuova al tracciato vicentino, dove è arrivata in seconda posizione sia nel 2014 che nel 2015. Solo poche settimane fa ha vinto la 42 km del Florence Ecotrail e di fatto anche lei ha già assicurata la riconferma in azzurro. Non sarà da meno la toscana Maria Elisabetta Lastri, vincitrice della Corsa della Bora 2018 e terza alla prova targata Florence Ecotrail, altra new entry nel panorama trail. La sua immediata iscrizione all’Ultrabericus Trail, non appena saputo che sarebbe stata gara valida per la qualifica al mondiale, lascia intendere che la volontà di conquistare un posto in azzurro c’è. Al nastro di partenza troveremo poi la ligure Virginia Oliveri, icona del trail running italiano con una lunga esperienza in nazionale sulle lunghe distanze. In azzurro negli ultimi due mondiali di trail running a Braga (POR) nel 2016 (26^) e a Belfast nel 2017 (69^), troverà un percorso forse ancora corto per le sue caratteristiche, ma sul quale potrà comunque far sentire la propria esperienza.
La compagine femminile potrà contare poi sulla varesina 
Michela Urh, affezionata al tracciato ultraberico sul quale si è già cimentata instancabilmente ogni anno dal 2014. Vincitrice nel 2016, era data tra le favorite anche lo scorso anno, quando ha chiuso in settima piazza. Dopo la terza posizione alla Ronda Ghibellina Plus a gennaio, cercherà di rifarsi sotto per contendere alle sfidanti una delle due convocazioni iridate 2018. Pettorale assicurato anche per Giulia Vinco, lo scorso anno vincitrice della Trans D’Havet Marathon e top ten finisher al Tor des Geants. La giovane veronese ci ha preso gusto in questa prima parte di 2018 chiudendo quarta alla Corsa della Bora in gennaio, seconda all’AIM Energy Trail di febbraio e ancora quarta alla Florence Ecotrail. All’Ultrabericus potrebbe ambire ad una maglia azzurra o giocarsi la convocazione per scelta tecnica. Di sicuro la vedremo davanti.

Le vicentine

Il tifo di casa sarà tutto per Francesca Pretto, tra le vicentine quella che oggi ha il miglior palmares per ambire ai colori azzurri. Nel 2017 ha infilato il bis vincendo sia in casa Ultrabericus, con un eccezionale tempo di 6:37:32, sia in casa Trans d’Havet, chiudendo poi nella top10 alla CCC a fine agosto, tutti risultati che confermano le sue capacità anche a livello internazionale. Ciliegina sulla torta della parabola ascendente della Pretto, a inizio 2018 ha fatto registrare un doppio secondo posto alla staffetta dell’AIM Energy Trail e al Florence Ecotrail dietro ad una Lisa Borzani in grande giornata. Qualche fastidio al tibiale potrebbe non consentirle di esprimersi al massimo, ma si sa: Ultrabericusa è la gara di casa, quella che ama più di tutte e qui spirito e conoscenza al millimetro del tracciato potrebbero fare la differenza.

Infine ci sarà Alessandra Boifava, che nel 2017 ha dimostrato la dura tempra di famiglia: quarta all’Ultrabericus mordendo le caviglie ad una top runner del calibro di Francesca Canepa, terza alla Trans d’Havet e all’AIM Energy Ultra Trail, ha all’attivo anche le vittorie all’Elba Trail e al Trail du Cro Magnon. Non sono così scontate le sue ambizioni mondiali, ma una zampata dentro la top5 potrebbe anche tirarla.

Integrale Maschile

Alla campionessa italiana in carica si affiancherà il collega maschile Stefano Fantuz. Il trevigiano ha chiuso in 16^ posizione al mondiale dello scorso anno, assicurandosi poi la riconferma in azzurro vincendo il campionato italiano. È nuovo sul percorso berico anche se dicono di averlo visto aggirarsi in ricognizione sul tracciato lo scorso weekend. La gara è certamente nelle sue corde e pur non avendo bisogno di conquistare un posto in squadra, vorrà sicuramente dimostrare di meritarlo al cento per cento.

Arriverà da Varese Andrea Macchi che lo scorso anno ha puntato in alto correndo numerose gare oltre i 100 km ed infilando, tra giugno e luglio, un trittico di vittorie nell’ordine alla Dolomiti Extreme Trail (103 km), Grand Trail Courmayeur (105 km) e Orobie Ultra Trail (140 km), assicurandosi poi anche il terzo gradino sul podio del Tor de Geants. Ha vinto il test di Firenze, quindi una maglia azzurra è già sua, ma di sicuro vorrà confrontarsi degnamente con i potenziali compagni di squadra sulla distanza maggiore.

Il piemontese Giulio Ornati è certamente uno degli atleti con maggiore esperienza internazionale in circolazione oggi, vanta un palmares lunghissimo, nel quale spiccano le partecipazioni come migliore italiano all’UTMB 2016 e 2017. Lo si è già visto in azzurro nel 2016, al Mondiale di Trail Running di Braga, dove ha chiuso 29° assoluto e a Vicenza cerca senza se e senza ma maglia e vittoria. Dal Piemonte arriverà anche il giovane Riccardo Borgialli, runner di montagna e skialper, che non è alla prima stagione ad alto livello. Quest’anno ha già dato prova di un buono stato di forma sia al Florence Ecotrail siae con la seconda posizione alla Ronda Ghibellina Plus. E ancora colori piemontesi quelli che difenderà anche Michael Dola, atleta che ha aperto il 2018 imponendosi sui 45 km della Ronda Ghibellina, forte di un anno, il 2017, con segno positivo in molte delle manifestazioni a cui ha preso parte (2° alla Bettelmatt Ultra Trail e alla Ultra trail del Mugello, 3° al Trail Oasi Zegna).

Pettorale assicurato poi per Christian Pizzatti, in arrivo dal mondo della corsa in montagna classica, lo scorso anno è stato la scelta a sorpresa, non senza qualche polemica, del c.t. Germanetto per i Mondiali toscani. La fiducia del tecnico azzurro fu allora ben ripagata da Pizzatti, 12° assoluto e primo tra gli italiani. Lo stato di forma va comunque verificato ed il posto in squadra non è scontato, quindi vedremo anche lui là davanti a dare battaglia.

Ci sarà poi un terzetto bergamasco di tutto rispetto targato Menegardi-Zanchi-Salvetti.

I medico dello sport Marco Menegardi detiene ad oggi il recordo di percorrenza sul tracciato Ultrabericus, dove ha vinto lo scorso anno con il tempo di 5:31:55, grattando un minuto al precedente primato di Lorenzo Trincheri in 5:32:59. Lo stato di forma non è lo stesso dell’anno scorso, in cui si stava preparando per vincere il titolo italiano della 100 km, ma ad un vincitore a mani basse un posto nel parterre de roi è da riservarsi comunque. Marco Zanchi, veterano della corsa in natura su lunga distanza e della nazionale di trail, vanta un palmares di tutto rispetto sul quale spicca una top10 all’Ultra Trail World Tour. La distanza ed il tracciato corribile non sono forse il suo ideale, ma la grande esperienza può fare ancora la differenza.

Completa il trio, Carlo Salvetti, già membro della squadra azzurra al Mondiale di Braga nel 2016 (38°), negli ultimi anni non è mai finito fuori dalla top10 nelle manifestazioni a cui ha preso parte. Terzo nel 2017 alla Strafexpedition, sue sono le vittorie lo scorso anno alla 6 ore del Monte Prealba e alla Tuscany Crossing 100 km.

Chiude questa parte di pronostici la rappresentativa trentina che potrà contare sulla coppia Miori-Wegher.

Luca Miori con la sua lunga falcata ha testato le proprie doti su diversi tracciati vicentini, vincendo lo scorso anno tra le altre la Strafexpedition asiaghese e l’Ultrabericus Winter di dicembre; quest’anno ha già centrato l’AIM Energy Trail e all’Ultrabericus non è nuovo. I 65 km sono forse il suo limite superiore tra le distanze in cui si trova più a suo agio e gli 80 km del Mondiale sono decisamente fuori range, tuttavia l’anno scorso ha chiuso l’Ultrabericus nella top5 e anche tra pochi giorni sarà difficile vederlo in gara con il freno a mano tirato.

Simone Weger è il vincitore dell’edizione 2016 di Ultrabericus, anno particolarmente positivo per lui che gli aveva consegnato anche le vittorie nella AIM Energy Ultra Trail, Duerocche trail e 6 ore Pastrengo Trail. Il 2017 è stato un anno in sordina, ma potrebbe essere stata anche la pausa sabbatica per riprendere forza in vista di appuntamenti a tinte iridate. Un segnale su tutti: ha dimostrato la propria velocità lo scorso weekend vincendo il Soldamare Trail, ora aspettiamo di vederlo sulla distanza.

I vicentini

Si potrebbe definire “immancabile” in una gara come Ultrabericus, Fabio Di Giacomo non poteva perdere l’occasione per dire la sua. In questi primi mesi del 2018 ha fatto vedere una splendida forma, fisica e mentale, andando a prendersi il terzo posto alla Ronda Ghibellina Plus e chiudendo in ventesima piazza alla Transgrancanaria (125 km). Potrebbe essere quindi l’anno buono per ambire ad un podio in casa Ultrabericus, dopo essersi piazzato entro il primi 10 negli ultimi 2 anni (7° nel 2016 e 5° nel 2017). Gli è andata meglio su altri tracciati, anche più tecnici, come quello della Trans d’Havet (3° nel 2015, 2° nel 2016, 3° nel 2017). Un altro che non poteva mancare è Francesco Rigodanza, lo scatenato runner scledense che quest’anno ha messo a segno un terzo posto alla 6 ore Pastrengo Trail, senza contare gli ottimi piazzamenti messi a segno in giro per i trail più noti e frequentati d’Italia. Nel 2017 ha tenuto i non pochi fan incollati ai computer durante la sua partecipazione all’infernale Marathon des Sables, 242 km in sei tappe, chiusa in 25^ piazza, primissimo tra gli italiani. Non è certo un atleta di metodo, ma quando la sua joie de vivre prende il sopravvento possono essere sorci verdi per tutti. Last but not leastRoberto Mastrotto, che abbiamo visto anche alla conferenza stampa di lancio di Ultrabericus Trail 2018, vanta un’importante stagione 2017 dove si è imposto alla 100 e lode, secondo all’Ultrabericus winter di dicembre, terzo alla Duerocche, quarto all’Ultra del Lago d’Orta e trentesimo all’internazionale CCC, ha infine chiuso terzo alla Florence Ecotrail con tutti i buoni propositi per far bene anche in casa.

La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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