Ho l’idea di ucciderti

Da venerdì 16 a domenica 18 marzo il Teatro Toniolo di Mestre ospiterà il nuovo lavoro del regista vicentino Giancarlo Marinelli, L’IDEA DI UCCIDERTI. In scena bravissimi attori, fra i quali spiccano i protagonisti CATERINA MURINO e FABIO SARTOR, elogiati dalla critica dopo le prime repliche dello spettacolo in giro per l’Italia. Il noir che Marinelli mette in scena è una continua tensione verso la comprensione dei temi trattati – uxoricidio, amore tradito, rapporti e relazioni – costellato di ambiguità e incertezze: niente è come sembra e il colpo di scena è perennemente dietro l’angolo. “Mi sono ispirato a una storia vera.” Dichiara il regista, “vera non nella tragedia qui scritta. Ma nei presupposti che avrebbero potuto condurre a quella tragedia. Nella realtà nessuno ha ucciso nessuno. Almeno non fisicamente. E però, fuori da ogni ipocrisia, lo devo ammettere: ascoltando chi me l’ha raccontata, per un attimo, mi è balenato lo spettro. Che è il titolo di questo lavoro. L’idea di uccidere. Sono un uomo “femminista” dalla nascita: adoro le donne; mi sveglio la mattina per incontrare una donna; scrivo e dirigo pensando sempre alle donne. Non ho mai alzato un dito contro una donna. E mai lo farò. Eppure, immedesimandomi nel protagonista di questa storia, quello spettro è affiorato.” Il racconto infatti è incalzante e lascia trasparire degli indizi di fragilità, di insicurezza, di violenza ricevuta o inferta che non lascerà indifferenti gli spettatori. Non è chiaro chi sia il carnefice e chi la vittima e risulta molto rassicurante sapere che nella realtà non si è mai arrivati all’efferatezza narrata in scena. “Capiterà anche al pubblico che assisterà allo spettacolo. E mi odierà, e si odierà per questo.” Il tema purtroppo attualissimo viene sviscerato in maniera del tutto originale, lasciando spazio al dubbio e cancellando qualunque forma di dogmatismo e di banale retorica. Murino e Sartor battibeccano, si scontrano, ora alzano i toni ora si rispecchiano l’uno nell’altro in un climax che tiene in punta di poltrona. “Non intendevo scrivere un testo sul femminicidio continua il regista “al contrario, o, peggio, sul maschicidio. Volevo raccontare una storia sull’amore come arma di distruzione di massa. Sull’amore come trappola mortale. Sull’amore che dovrebbe essere la negazione di ogni luogo comune e che invece diventa il più comunemente letale dei luoghi comuni. Volevo mettere in scena una storia capace di spaventare il pubblico come quando si legge in un giornale di una possibile epidemia, di un virus che potrebbe colpire tutti: E se capitasse anche a me? La risposta non c’è. Non può esserci. Ché il Teatro non si occupa mai del vaccino. Ma solo del contagio.” Sartor paragona invece al teatro a una pianta, capace di spargere dei semi; compito dello spettatore è lasciarli crescere e radicare.

 

DA VENERDÌ 16 A DOMENICA 18 MARZO 2018

Venerdì ore 21:00, Sabato ore 19:30, Domenica ore 16:30

BIGLIETTI:Intero € 29,00 – Ridotto € 26,00, Last minute under 30 € 10,00

RIDUZIONI

Biglietto ridotto fino ai 30 e oltre i 65 anni. Ingresso ridotto per i diversamente abili e accompagnatori. Altre specifiche riduzioni presso la biglietteria del teatro. Particolari agevolazioni sono riservate al pubblico organizzato. La prevendita del biglietto comporta il pagamento di un diritto, che non viene applicato se l’acquisto avviene il giorno stesso dello spettacolo.

PREVENDITA ONLINE www.vivaticket.it

BIGLIETTERIA. Aperta dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30. Lunedì giorno di chiusura.

Amo l'Arte in tutte le sue declinazioni e follie. Cuore bassanese e castellana d'adozione, rincorro mostre, musei e gallerie sparsi nel mondo che poi recensisco su Storie di Eccellenza. Come artista visiva mi firmo Ketra da quando ho preso in mano la china per poi traghettarmi verso altri media più sperimentali. Agatha Christie, Bauhaus e Siouxsie&The Banshees i miei compagni di viaggio.

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