FUGASSA E OVI, LA TRADIZIONE DI PASQUETTA A CENDROLE

Da sempre, il santuario delle Cendrole è meta di pellegrinaggi. Non a caso, proprio di fronte alla Madonna di Riese Pio X il futuro Papa Pio X, che al tempo tutti conoscevano come Bepi Sarto, maturò la sua fede. Arrivava a piedi dalla sua casa natale, passava per il sentiero “Curiotto” e poi pregava.

Un itinerario che migliaia di fedeli inizieranno a compiere dal Lunedì dell’Angelo, che quest’anno cade il 2 aprile. Poi, per tre settimane, ogni domenica migliaia di fedeli dal Vicentino e dal Trevigiano, ma anche da tutta Italia, si recheranno al Santuario delle Cendrole: in molti arrivano persino a piedi dalle proprie case come voto e azione propiziatoria per tutto l’anno. Per tutti, la tradizione è quella di mangiare “ovi duri e fugasse” all’ombra del campanile o negli spazi allestiti nei pressi della cantina Caneva dei Biasio, da un secolo punto di ristoro per i fedeli dei pellegrinaggi.

Quest’anno, come da tradizione dopo che la sagra paesana si è fermata, l’Osteria la Caneva ha quindi deciso di proporre un pranzo tradizionale per i credenti e per chi ama le tradizioni, ma anche per chi adora la sana cucina e il buon bere. Come antipasto un tagliere casereccio con salumi sott’olio; come secondo spiedo con fantasia di contorni e come dolce la focaccia pasquale. Ovviamente il tutto coi migliori vini della Caneva dei Biasio e il Mosto d’Uva pensato apposta per “tociar a fugassa”. Solo su prenotazione entro mercoledì 28 marzo, costo 22 euro. Per informazioni: 0423 483153.

La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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